Video and painting

Wednesday 22. April 2020
Paolo Consorti
// Video and Painting, curated by Marisa Vescovo
04.04.2007 – 12.05.2007

Questa nuova personale di Paolo Consorti alla Gagliardi Art System  / gallery si presenta costruita su un doppio registro: due video di recente produzione e una serie di lavori pittorici che da essi hanno origine. La prima opera video “Inside the secret things” (2006), interpreta il famoso III° canto dell’Inferno di Dante, quello che visualizza plasticamente il personaggio Caronte, Il traghettatore che conduce all’altra riva, e sembra – per Consorti – esprimere l’energia vitale capace di investire l’uomo quando, sfuggito all’ignavia, si abbandona al flusso della libido, Ia quale lo dominerà sotto la forma dell’ istinto. Abbiamo l’impressione che questo istinto rappresenti il punto unitivo in cui si assomma Ia forma tellurica umana e tutta l’energia cosmica. Le “anime” in tuta mimetica, pensate dall’artista, diventano I’ umanita provata dalla vita, che non ha sentito “timor di Dio”, e ora sperimenta la sua ira attraverso le fustigazioni del terribile vecchio. La metafora affiorante in questa cosmogonia dantesca, e quella dell’ lo fenomenico che simbolicamente muore, affinché I’ essere umano, vero incontinente delle passioni fisiche, risvegliato dal dolore possa vedere con occhio nuovo – I’occhio interiore – nelle profondità della propria psiche, al di là delle apparenze. II messaggio e chiaro: ogni passaggio, o “viaggio”, nel mondo interiore richiede una scelta individuale. Con queste immagini, cromaticamente dettate dall’obesità della luce artificiale, costruite su un set popolato di comparse – si veda “Correvano ignudi” e “Parole crude”- nasce una riflessione, anche teorica, che ha come temi di fondo Ia relazione tra la letteratura (in particolare la poesia) e il cinema, tra segno linguistico e Ia musica, tra archetipi comunicativi naturali e fisicità onirica, fatti istintuali e primitivi, accompagnati al brulicare di mille particolari, dettagli ossessivi,talora psichedelici, riferiti al presente, voracemente ambiguo, di un mondo sempre più vicino alla science fiction, che proietta nel futuro, con un montaggio abilissimo e una desiderio di creare simultaneità, le ambizioni del nostro tempo. Le tele che accompagnano questo video inquietante, nascono dal suo interno, anzi instaurano un dialogo linguistico capace di più piani espressivi che si intrecciano e si ibridano viralmente, portando in scena una miriade di corpi nudi, magari un po’ sfatti e bombardati di fumi sulfurei, oppure vestiti con tute bianco-nere, leopardate. Le immagini proiettate sulla superficie, sono trattate con photoshop, ma è il pennello che con virtuose velature pittoriche mette in risalto il contesto visionario, cancellando il confine tra artificio e realtà, tra simboli universali e citazioni colte, che non nascondono una memoria pasoliniana complicata da una proto-fantascienza poetica. La seconda parte della mostra è centrata sul video “Sapore aspro d’amore”, che ci porta dai vapori sulfurei e infuocati dell’opera dedicata all’ Inferno, all’idea di un altro riscaldamento: quello della terra, quello climatico del presente, che sta letteralmente sciogliendo il ghiaccio del nostro pianeta e il nostro futuro. Questo video ci racconta, attraverso un dialogo poetico tra un uomo e una donna in tuta bianco/nera, una storia d’amore, che pur volgendosi alla fine, si rivela ancora più indispensabile, al fine di dare senso alla vita. Molto significativo ci appare lo sfondo astratto, che a tratti si squarcia, per mezzo di schermi, così da farci vedere l’ombra candida di catastrofi future, o quella che l’oceano ha già proiettato sulle coste dell’Asia (Sumatra, 2004) divorando le sue prede in un istante. Infatti lo shock provocato da uno tsunami è specifico, a differenza di una tempesta, o di un tifone, non esistono segnali premonitori: arrive un’ondata, e dopo non rimane nulla. Forse Ia natura non è poi così buona. Ma è anche vero che la specie umana non ha bisogno dello tzunami per distruggersi da sola, e uno sport a cui si dedica spensieratamente con i propri mezzi. I sogni di dominio degli uomini – sempre più irresponsabili – rischiano di generare mostri che ci divoreranno. La pittura, quasi monocroma, che nasce da questa opera-video riflette i tempi sincopati delle immagini filmiche, e ne continua il discorso portato avanti per frammenti intersecantisi, ricordandoci che in questo tempo di catastrofi forse e importante “proiettarsi” in un tempo che viene dopo Ia tempesta, e quindi vedere retrospettivamente in essa un evento al tempo stesso necessario e improbabile. Caso e destino si confondono come cielo e mare. 

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Paolo Consorti Video and Painting This new solo show by Paolo Consorti,.hosted by the Gagliardi Art System / gallery, is built on a double register – two recently produced videos and a series of paintings originating from the videos. The first video work, “Inside the secret things” (2006), is an interpretation of the famous third canto of Dante’s Inferno, where the poet plastically visualizes the figure of Charon, the ferryman who leads souls to the other bank. For Consort’, Charon seems to express the vital energy that can overwhelm man once he has escaped sloth and abandons himself to the flow of libido, which dominates him as instinct. We get the impression that this instinct is the uniting point, which condenses the human telluric force and the whole energy of the cosmos. The “souls” – dressed in camouflage – conceived by the artist become the symbol of a humanity tried by life, who has never felt any “fear of God”, and now experiences his wrath through the flagellation of this terrible old man. The metaphor, which emerges from this Dante-inspired cosmogony, is that of the phenomenal Self, who symbolically dies, so that the real human being, unable to contain his physical passions, is awakened by sorrow, and can cast a fresh look -through his inner eye – upon the depths of his own psyche, beyond all appearances. The message is clear – every passage, or “trip” through the inner world requires an individual choice. These images, whose colors are determined by the obesity of artificial light, and which were built on a set peopled by figureheads – see “Correvano ignudi” [They Were Running Naked] and “Parole Crude” [Raw Words], give birth to a reflection, also a theoretical reflection, whose underlying themes are the relationship between literature (poetry in particular) and cinema, between the linguistic sign and music, between the archetypes of natural communication and a dreamlike physical sphere, made of instinctual, primitive facts, coupled with a,thousand swarming details, obsessive details, sometimes psychedelic. These details symbolize the voraciously ambiguous present time of a world that gets closer and closer to science fiction, a world which projects the ambitions of our time into the future, through an extremely skilful editing work and a desire to create a simultaneous dimension. The canvases that accompany this disquieting video are born from the inside of the film. They actually establish a linguistic dialogue that can unfold upon multiple expressive plans, which get intertwined and virally hybridized, staging a myriad naked bodies, sometimes a bit flabby and bombarded by sulfur fumes, or dressed in black-and-white striped overalls. The images projected onto the surface are processed with Photoshop, but ifs the paintbrush, with its virtuoso painterly veils, that highlights the visionary context, erasing the boundary between artifice and reality, between universal symbols and cultivated quotes, where hardly concealed Pasolini memories are complicated by a poetic pre-science-fiction. The second part of the exhibition centers around the video “Sapore aspro d’amore” [Sour Taste of Love], which leads us away from the sulfureous, flaming vapors of the Inferno work, towards the idea of another warming: that of the Earth, the climate warming of today, which is literally melting down the ices on our planet, alongside our future. Through the poetic dialog between a man and a woman dressed in white overalls, this video tells us about a love story which, although it’s drawing to an end, is revealed as more essential than ever in order to give meaning to life. What is particularly significant is the abstract background, which in some spots is torn by screens, showing the snow-white shadow of future disasters, or the shadow the Ocean has already cast on the shores of Asia (Sumatra 2004), devouring its preys in a moment The shock produced by a tsunami, unlike that of a storm or a typhoon, is very peculiar, in that there are no warning signs – a wave comes, and after it nothing more is left. Maybe nature is not that good. But it is also true that the human race needs the tsunami in order to destroy itself, a pastime it carelessly pursues with its own means. Man’s dreams of domination are getting more and more irresponsible, and threaten to generate monsters that will devour us all. The almost monochrome painting inspired by this video work reflects the syncopated tempos of film images, and continues their discourse made of intersecting fragments, reminding us that maybe, in this time of catastrophes, it is important to “project oneself’ into the time that comes after the storm, and therefore to retrospectively see it as an event that is both necessary and improbable at the same time. Chance and fate blend, like the sky and the sea. 

Marisa Vescovo