Paolo consorti

Wednesday 22. April 2020

Elena Inchiongolo, Paola Stroppiana

II lavoro di Paolo Consorti, composto da un mix di pittura ed elaborazione digitale, offre visioni oniriche sospese tra storia e attualità, allegoria ed erotismo. Le sue nuove opere descrivono mises-en-scene teatrali dagli innumerevoli dettagli evocativi, scelti e decontestualizzati a formare nuove realtà, azioni, movenze, pulsioni e desideri, propri dell’individuo e della collettività. I lavori realizzati tra 2002 e 2003 ritraggono figure di santi che rimandano alla simbologia biblica e agiografica. Ma le citazioni di Consorti non sono esercizi di stile. Ogni riferimento iconografico ha una voluta ambiguità, come afferma lo stesso artista: “Mi piace lavorare su personaggi o situazioni ambivalenti, suggerire letture divergenti, allontanarmi da una storia per poi riprenderla da una prospettiva complementare”. Nelle opere più recenti i personaggi affollano paesaggi iper-reali, tra paradisi terrestri e inferni danteschi, indossando tute sintetiche o posando nudi in gestualità plastiche: nuovi giardini delle delizie alla maniera del fiammingo Jeronimus Bosch e travestitismi ammiccanti assimilabili ai cicli dell’americano Matthew Barney. La creazione di ambientazioni complesse e articolate sostenuta da un intervento tecnico elaborato a metà tra manualità e tecnologia. Un forte senso pittorico avvalora la selezione dei modelli, la realizzazione dei costumi e la costruzione degli ambienti, sottoposte alla rielaborazione digitale e alla successiva stesura pittorica su tela. Le opere di Paolo Consorti giocano ad alterare contenuti e significati mitologici, biblici e letterari attraverso simbologie stravolte che scivolano nel sogno quotidiano ed evocano universi paralleli. 

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Paolo Consorti’s work, which is a mix of painting and digital processing, proffers dreamlike visions suspended between history and current events, between allegory and eroticism. His new works describe theatrical mises-en-scene with countless evocative details, chosen and decontextualized to create new realities, new actions, postures, pulsions and desires, peculiar to the individual and to society. The works he made between 2002 and 2003 portray figures of saints that cross-refer to biblical and hagiographic symbology. But Consorti’s quotations are not simply exercises in style. Every iconographic reference has an intentional ambiguity, as the artist himself points out: “I like working on ambivalent characters or situations, suggesting divergent interpretations, shifting away from a story and then taking it up again from a complementary perspective.” In his more recent works, the individuals throng into hyperreal landscapes, somewhere between earthly paradises and Dantesque infernos, wearing synthetic overalls or posing nude with sculptural gestures: new gardens of delight after the style of the Flemish Hieronymus Bosch and beckoning transvestisms that can be likened to the cycles by American artist Matthew Barney. The creation of complex and elaborate settings is supported by a sophisticated technical operation that combines manual skills and technology. A powerful pictorial sense corroborates the choice of models, the creation of the costumes and the construction of the sets, which are subjected to digital reprocessing and finally to pictorial rendering on canvas. Paolo Consorti’s works play at altering mythological, biblical and literary content and meaning by using distorted symbols that slide into an everyday dream and conjure up parallel universes.